Automobile poco costoso Alfa Romeo
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Informazioni su questa parola:
L’Alfa Romeo è un’azienda automobilistica fondata il 24 giugno 1910 a Milano. Dal 1986 è una Divisione del Gruppo FIAT.
La costituzione della società avvenne in via Gattamelata, nella zona denominata “Portello”, con il marchio A.L.F.A., (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), nome che contemporaneamente richiama la prima lettera dell’alfabeto greco e sembra voler sottolineare l’inizio di un nuovo tipo di attività nelle costruzioni automobilistiche, quello della macchina soprattutto sportiva. Rilevata da parte di un gruppo lombardo dalle mani di un imprenditore francese, sempre del ramo automobilistico, Alexandre Darracq, che aveva tentato con scarso successo una avventura industriale in Italia; sin dal primo marchio l’azienda ha voluto ricordare i suoi legami con la città di origine: da un lato il serpente visconteo (il biscione), dall’altro la croce rossa in campo bianco, simbolo di Milano. I 250 dipendenti della gestione precedente sono riassunti dall’azienda e l’obiettivo è produrre 300 automobili all’anno.
All’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso escono due modelli importanti per la storia del marchio, il primo è la Alfa 155, che segna l’abbandono della trazione posteriore sui modelli di gamma medio-superiore. La 155 raccoglie l’eredità di un modello molto amato, la 75, ma non riesce a imporsi nel cuore degli alfisti per via delle carenti qualità del telaio e per la perdita di sportività dovuta alla mancanza della trazione posteriore e del sistema transaxle (ripartizione dei pesi vicino al 50/50). La seconda è l’Alfa 145, che sostituisce l’Alfa 33.
La 145 inizialmente risulta più pesante e meno brillante della progenitrice a causa dell’utilizzo degli stessi motori della 33 ma senza una reale evoluzione per adeguarli ai maggiori ingombri e pesi, ma colpisce per uno stile molto personale di esterni e interni, successivamente riesce a raccogliere un buon apprezzamento complessivo da parte del pubblico grazie alla modifica dei motori ed a una maggiore qualità costruttiva. Un successo inferiore arride invece alla versione a due volumi e mezzo della 145, denominata Alfa 146.
Una 156
Una 156
Le 145/146 sono anche le ultime vetture Alfa Romeo a montare il glorioso motore Boxer, sviluppato a suo tempo per l’Alfasud, anche se dal 1997 su entrambe le auto vengono montati i più potenti motori della gamma Twin Spark. Il 1998 è anno di rinnovamento infatti termina la vendita della ormai gloriosa Alfa 164, e la comparsa della Alfa 156 il modello più importante nella storia recente dell’Alfa romeo. La 156 riesce a fregiarsi del titolo di Auto dell’anno per il 1998 e costituisce il modello del rilancio dell’Alfa Romeo. Dotata di una qualità costruttiva all’altezza delle aspettative del mercato europeo la 156 stabilisce nuovi standard per quel che riguarda il comportamento su strada.
Nel compartimento corse, l’Alfa Romeo, dopo l’entrata nel gruppo Fiat, viene destinata a rappresentare il gruppo nelle competizioni Gran Turismo, dove si fa onore anche con piloti italiani come Alessandro Nannini, Nicola Larini, Gabriele Tarquini e Fabrizio Giovanardi. Con la partecipazione ai campionato ETCC (diventato successivamente WTCC) conquista con l’Alfa Romeo 156 Super 2000 il titolo costruttori e piloti per cinque anni consecutivi, fregiandosi di diverse soluzioni tecniche che resero l’auto vincente, come le sospensioni anteriori a quadrilatero alto (utilizzate su tutti i modelli di serie) in luogo del più economico e meno prestante McPherson ed il cambio elettroattuato.













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